Chi è Sabrina Izzi?

Scrivo da quando ho scoperto che le parole potevano aprire mondi.
Da allora non ho più smesso.

Ogni storia nasce da un’urgenza, da una domanda che chiede spazio.
Scrivo per esplorarla, non per chiuderla.

Nei miei libri cerco una voce sincera, personaggi che lasciano il segno, storie che continuano anche dopo l’ultima riga.

Scopri i miei romanzi

Le parole non mi bastano mai, e dentro ci vivo. Le mie storie nascono dai sogni e dai silenzi, e da lì mi conducono dove i viaggi non finiscono mai. 

Romanzi Coinvolgenti

I miei romanzi sono viaggi narrativi che desiderano lasciare una traccia.

Personaggi Indimenticabili

Incontra personaggi che riescono a diventare amici e che vivranno con te oltre la lettura.

Un'Autrice Riconosciuta

La mia scrittura è apprezzata per la cura della narrazione e dei personaggi.

Esperienze di Lettura Uniche

Ogni libro è un viaggio; lascia che le parole trasformino il tuo modo di vedere il mondo.

Fino all'ultimo respiro

Quando Christopher Brooks viene arrestato per un omicidio che non ha commesso, la sua vita è sospesa tra la solitudine di una cella di isolamento e la lotta disperata per la verità. Accusato di crimini terribili, finisce nel Braccio della Morte, mentre i suoi legali lottano per dimostrare la sua innocenza e la sua famiglia affronta il dolore e l’impotenza di vederlo imprigionato. Nel buio di una prigione del Texas, tra i suoi ricordi e le sue paure, Christopher cerca una via di fuga dalla sua condanna. Ma c’è chi, più lontano, nei fumi di un passato oscuro e tormentato, custodisce un segreto che potrebbe, forse, cambiare il suo destino. "Fino all’ultimo respiro" è una storia intensa di speranza e disperazione, di giustizia e redenzione, un viaggio attraverso il dolore, dove il confine tra innocenza e colpa è sfumato, e la speranza sembra l’ultima luce in un sentiero di oscurità.

Dentro l'inferno

In una casa immersa in un bosco incantato del Connecticut vive l’affermato psichiatra e scrittore newyorkese Asher Blake che, stanco della vita fervente e frenetica della città che non dorme mai, decide di isolarsi per ritrovare l’ispirazione perduta a causa della recente separazione dalla sua seconda moglie, Susan. Schivo, solitario e riflessivo, firma i suoi romanzi con lo pseudonimo di Eric Ross ma, spinto dal suo psicanalista, Steven Miller, decide di concedere un’intervista a una giornalista di una rivista scandalistica di Manhattan, Jane McGullager. Tra i due nascerà una storia d’amore che cambierà per sempre la vita di Jane. La donna dovrà combattere e lottare per avere quell’amore che lei stessa definisce malato, fatto di continue sparizioni, di comportamenti contraddittori e cambi d’umore repentini, e grazie allo psichiatra Steven Miller scoprirà una verità davvero sconcertante: Asher soffre di un grave disturbo dissociativo dell’identità. La storia, incredibile e a tratti sconvolgente, è narrata attraverso flashback del protagonista e ricordi della giornalista, che riprenderà a scrivere il romanzo avviato dallo stesso Asher Blake, Dentro l’inferno.

Delirium

Delirium è una raccolta di flussi indefiniti di coscienza, di riversamenti di emozioni sulla carta, ringorghi di suoni, profumi, colori, sbocchi di sensazioni racchiuse in un istante, turbinii di pensieri in corsa travestiti di inchiostro che inseguono la speranza in una pagina, rigurgiti dell'anima. Ognuno dei versi diversi di questa raccolta è stato scritto come si scatta un'istantanea, come si prepara un caffè espresso, come si pronuncia un incantesimo: al momento. E' una specie di delirium tremens dovuto al desiderio di imprigionare in una cella del cervello il senno, la ragione, la razionalità, e lasciare libera la fantasia di esaltarsi, intensificarsi, esteriorizzarsi sconfinando nella poesia. Spremute di emozioni senza filtri, una sorta di viaggio, che sia esso sulla corrente impetuosa delle rapide di un fiume di emozioni o negli anfratti di una caverna buia, o persino lungo un sentiero impervio che condurrà, alla fine, in un luogo dell'anima in cui sta la forza vitale e dove vivono, impetuose e travolgenti, le emozioni.

E ancora il buio

“La paura del buio è il terrore di sentirsi soli, smarriti nel mare di questa vita che onde burrascose rendono pericoloso. È perdere la cognizione del tempo, dello spazio, la consapevolezza di essere se stessi. Il buio è il caos, il vuoto, il niente assoluto”, scrive Romano Battaglia, ed è proprio di questo terrore che è pervasa l’anima di Maria, una donna che, superati i due terzi del cammino della sua vita, si ritrova a dover affrontare i fantasmi del passato. Un viaggio in treno si trasforma inevitabilmente nel tuffo negli abissi di un cuore martoriato da incubi e momenti di terribile violenza, che hanno reso la donna un involucro pronto a esplodere. Dal momento stesso in cui Maria prende il treno, la sua mente viene travolta dai ricordi, che scrupolosamente avvia a trascrivere su un diario nel tentativo di liberarsi per sempre dell’insopportabile peso che grava sulla sua anima in pena. Una carrellata di immagini e flashback le scorre nella mente alla velocità dei suoi anni trascorsi, e porterà Maria, alla fine del viaggio, a chiudere gli occhi e a rassegnarsi al buio. Riuscirà, dopo aver letto dal principio le pagine del suo diario, a ritrovare se stessa?

Regina dei melograni

Castelforte. In una notte di marzo di fine Ottocento, sotto un cielo gonfio di una neve insolita, la piccola Regina osserva le orme dei suoi piedini nudi impresse in un manto immacolato. Figlia di una prostituta, cerca di guadagnarsi un tozzo di pane raccattando legnetti per strada, in un borgo di montagna che già la marchia come figlia del diavolo, e la proietta all’inesorabile destino di sua madre. Ma sarà il cigolio delle ruote di un carro su quei sentieri serpeggianti che condurrà le orme di Regina a correre sulle tracce di una vita che forse ha ancora qualcosa da darle. Il sorriso schietto di Adele e l’amore della donna per la piccola la porteranno fuori dalle mura di Castelforte, al di là di quell’orizzonte appena intuibile oltre le cime dei monti. Lontano dal borgo nefasto, lontano da quella lurida stamberga malandata che era la sua casa; lontano dal mondo corrotto e immorale di sua madre, Fiorenza, la crudele donna indegna di aver dato alla luce quella creatura così pura, eppure da lei tanto disprezzata. E allora via, alla volta di luoghi sconosciuti, con una Compagnia di girovaghi cantastorie, per inseguire il sogno di un destino più felice in una Montmartre mascherata di desideri e piaceri, di luci sfavillanti e giostre vorticose di affetti, magia, lustrini e papillon. E lì, oltre la Butte che si staglia sotto il cielo picchiettato di stelle, oltre l’orizzonte madido di albugine che appanna le luci, i suoi fragili occhi infranti sul cristallo di un bicchiere ancora colmo di essenza di laudano, in quegli ultimi strascichi notturni che colorano i barlumi parigini ubriachi di follia, Regina, divenuta Adèle sul palco del Moulin Rouge dopo anni trascorsi nel circo di Monsieur des Fous tra uomini mostri, nani, giganti e cavallerizzi, risorge dalle ceneri di una vita meschina, per divenire dapprima mantenuta di un duca, e successivamente brillante étoile del Tetro dell’Opéra, prima di fare ritorno, come cigno morente in un lago di speranze, al borgo natìo, nell’amata e sospirata Casa dei Melograni.

Il giardino degli aranci

Tra la Sicilia e la New York della fine dell’Ottocento e i primi anni ‘40 del Novecento scorre la vita di Salvatore Mancalusio, che, bambino, si ritrova catapultato in un nuovo Continente. L’arrivo a Ellis Island, con in mano una valigia di cartone e le tasche piene solo del dolore per la perdita improvvisa del fratello maggiore, Saro, inonderanno Salavatore di una grande paura: ritrovarsi solo al mondo, una volta sbarcato dalla nave al porto di New York. Da quel mo mento la sua vita prenderà una piega inaspettata, un risvolto inclinato tra il bene e il male, le due forze che da sempre muovono l’umanità. Qui incontrerà il giovane Tally, un ragazzino italo-americano che diventerà la sua coscien za e con il quale stringerà un legame indissolubile. Tally diventerà per Sal lo specchio del bene, ma la linea del male sarà sempre in agguato dietro l’angolo, con affari d’onore, lotte per ottenere rispetto e regolamenti di conti. Proprio questa trama di intrecci ben intessuti lo porterà a costruire un impero economico nel mondo del business americano, sorretto dal supporto di una solida famiglia. Suo padre Calogero, prima, e sua figlia Rosaline, dopo, saranno i pilastri grazie ai quali Salvatore raggiungerà l'apice del suo potere, restando sempre radicato a quella terra aspra e sconfinata che era la sua Sicilia.

Anche la pioggia nelle scarpe

È dagli immensi vigneti di Borgo dei Carpini che si diramano le storie di tre generazioni a confronto, appartenenti al nobile casato dei Ludovisi Belfiore. Tre generazioni che vivono vite completamente diverse, seppure unite dallo stesso desiderio di amare ed essere amate. Il capostipite della famiglia, don Armando, è a capo di un enorme impero economico nel mondo della produzione vinicola. E tra i filari d'uva della California, del Messico e della Toscana, si svolge la storia della famiglia, strettamente legata alle tre tenute La Soledad, El Paraiso e Borgo dei Carpini. I Ludovisi Belfiore si ritrovano in ogni momento a fare i conti con il proprio passato e, mentre Perla, la giovane intraprendente che, presto, col fratello Ari, prenderà le redini dell'importante azienda di famiglia, è stanca di una relazione noiosa e statica con un giovane avvocato fiorentino, si troverà costretta a scontrarsi con il proprio destino, legato a uno strano orologio, che romperà il legame stabile soffocato dalla quotidianità e dalle regole effimere imposte dall'aristocrazia e la porterà a continui viaggi nel passato, in cui appassionanti storie d'amore si alterneranno a eventi misteriosi e drammatici.

L'ombra dei ricordi

Un vecchio ritratto del nonno, i profumi inebrianti provenienti dalla cucina della nonna, un panorama del Lago di Garda, le arie di un’Opera lirica, la vista di un bosco con i suoi colori meravigliosi, sono la chiave per aprire il cassetto dei ricordi. Uno spaccato di vita che odora di tradizione. Storie sentite e raccontate con occhi di bambina e di adulta.

Un Viaggio nella Letteratura e nella Narrazione

L'arte di Raccontare Storie

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